14 | 08 | 2018
Pillole di economia
In questa rubrica pubblicheremo o segnaleremo articoli, notizie, siti di interesse che riguardano l'economia ed in particolare la tragica crisi finanziaria che si è abbattuta su tutto il mondo. Non abbiamo nessuna ambizione di sviscerare questo tema ma solo di dare qualche spunto di riflessione: da qui il titolo "Pillole di economia".


Lettera Anesti settembre 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-09-11

Per i matematici scalare la luna senza razzi e moduli spaziali è molto semplice. Basta prendere un foglio protocollo sufficientemente grande dello spessore di un decimo di millimetro e ripiegarlo su sé stesso per 42 volte. Poiché 2 elevato alla quarantaduesima per 0,1 millimetri fà 439.804 kilometri di spessore complessivo e la distanza media terra luna è di circa 384.413 kilometri, il problema di andare  sulla luna e oltre per i matematici è risolto con il semplice uso delle equazioni esponenziali; ripiegando poi il foglio non 42 ma 50 volte, sempre secondo i matematici, si potrebbe raggiungere addirittura il sole (cfr Albrecht Beutelspracher “Le meraviglie della matematica” ISBN 978 88 7928 952 8 pag 25).

Senza far ricorso alle equazioni esponenziali e senza scalare fogli protocollo ripiegati su sé stessi, anche le scienze sociali hanno scoperto che ci sono azioni da cui conseguono significativi effetti amplificati. Ad esempio sociologi ed economisti scoprirono tempo fà che, per ogni nuova unità abitativa costruita e venduta, circa 3 famiglie a seguire traslocano in appartamenti migliori rispetto a quelli precedentemente abitati e chiamarono il fenomeno “vacancy chain” (cfr Ivan Chase, professore emerito di Social Organization alla Stony Brook University,“Le Scienze” Settembre 2012, pag 77). Guardando al rapporto fra consumi privati, investimenti, e massa di moneta anche gli economisti John Maynard Keynes e dopo di lui  il Nobel 1972 per l’economia, John Hicks, spiegarono che l’effetto moltiplicatore agisce in economia in modo tanto più accentuato quanto maggiore è la propensione degli individui all’incremento dei consumi al variare del reddito e minore quella al risparmio.

Leggi tutto
 
Lettera Anesti agosto 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-08-16

Popolazione e territorio sono concetti simili ma non sempre coincidenti da un punto di vista geografico e diventano congruenti solo se esiste tra loro un nesso economico. L’odierna politica tedesca verso l’area Euro ed in particolare verso i paesi cosiddetti “periferici” di quell’area sembra non tener completamente conto di questo aspetto la cui ignoranza nelle epoche passate è stata causa di crolli di vasti imperi come l’impero romano e dopo di questo di quello carolingio  solo per citarne alcuni.

Secondo lo storico Peter Heather, Fellow di storia medioevale al Worcester College dell’Università di Oxford in Inghilterra (cfr “La Caduta dell’impero romano. Una nuova storia” ed: Garzanti  2010)  infatti a determinare la caduta dell’impero romano non furono direttamente gli Unni nel loro spostamento verso Ovest ma gli effetti indiretti che questo fatto storico generò con il riversarsi dal 376 D.C. nel territorio dell’impero romano a sud e ad ovest del Danubio di  centinaia di migliaia di abitanti di tribù di ceppo linguistico germanico (Goti, Svevi, Vandali) o iranico (Alani) originariamente stanziate al di fuori dei confini dell’impero e in fuga dagli Unni. Questi ultimi non avevano alcuna intenzione di sostituirsi a Roma nel prelievo fiscale ma volevano solo scorrazzare per l’Europa saccheggiando qua e là e furono per anni persino un esercito di riserva alleato di cui si servì Roma stessa per tenere a bada le altre tribù barbare. Il sacco di Roma del 410 D.C. fu infatti conseguente solo alla circostanza che le milizie mercenarie unne non avevano avuto da Roma il soldo da lungo tempo a loro dovuto per i servigi resi all’impero. A provocare la rovina dell’impero furono piuttosto le tribù transfughe dagli unni che da quel 376 in poi – prima con il consenso dell’imperatore Valente e poi con la forza - si impossessarono di porzioni progressivamente crescenti di territorio sottraendole al fisco romano, determinando così una caduta dei proventi che sino ad allora avevano alimentato la macchina bellica indispensabile per garantire ai cittadini la pax romana e la difesa dei confini.

Leggi tutto
 
Lettera Anesti luglio 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-07-19

 Su un edificio del lungomare dell’Isola della Maddalena, nella Sardegna settentrionale, campeggia una lapide commemorativa di Domenico Millelire, prima medaglia d’oro della Marina Sabauda, meglio noto per aver avuto l’incarico di trasferire via nave senza successo, per l’opposizione del Bey di Tunisi dove era destinato all’esilio, Giuseppe Garibaldi ben prima che questo si insediasse permanentemente a Caprera. Le mille lire non ci sono più o come usa dirsi non hanno più corso legale dall’introduzione dell’Euro e sarà bene farcene una ragione come del fatto che non esiste più la Regia Marina Sabauda. Semmai il problema oggi è un altro e si chiama “contagio economico” ed è tutto da dimostrare che con un'altra valuta che non sia l’Euro ci si possa vaccinare contro questo virus. Anche perché in tema di credibilità e di default vantiamo una storia negativa.

L’Italia –al contrario, ad esempio, della Spagna del dopoguerra- ha un precedente di default: non riguardante il debito statale ma quello parastatale e si chiama liquidazione dell’EFIM e mancati rimborsi dei prestiti ottenuti dal mercato finanziario nazionale e internazionale da parte di quello che, assieme ad IRI ed ENI, era definito uno dei tre fratelli del miracolo economico italiano del dopoguerra. Avvenne circa venti anni fa. Ora nessuno se ne ricorda ma quella sorta di recinto popolato di elefanti che compiono a volte mosse sgraziate rischiando di distruggere negozi di cristalli (l’economia mondiale) ma dotato di imperitura memoria (come avviene appunto sempre con gli elefanti) che è il mercato finanziario, quel recinto dicevamo, di quel default se ne ricorda benissimo. Il precedente dunque è lì e come avemmo modo di scrivere in una precedente Lettera ANESTI (www.anesti.it > Lettera ANESTI > Novembre 2011) a proposito dei criteri che presiedono alla assegnazione di rating da parte della Fitch, questo fattore pesa in modo non trascurabile sul giudizio corrente.

Leggi tutto
 
Lettera Anesti giugno 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-06-07

Esattamente un secolo fà -a far data dalla prima metà di Maggio 1912- Rodi e poi via via il resto delle isole del Dodecaneso di etnia greca, ma ancora sotto dominio turco, venivano occupate dall’Italia. Nelle intenzioni del Governo italiano dell’epoca il Dodecaneso doveva essere usato come merce di scambio nei confronti dell’Impero Ottomano che, dopo lo sbarco italiano in Libia avvenuto l’anno prima, continuava ad armare la guerriglia locale contro le truppe inviate in Nord Africa dal Governo di Roma ….Interrogato [infatti] da un amico intorno alle voci di annessione delle isole del Dodecaneso all’Italia così si espresse il Primo Ministro italiano di allora Giovanni Giolitti : "Non mancherebbe che questo: avere deputati greci a Monte Citorio" (cfr Luca Pignataro “Il Dodecaneso Italiano 1912-1947” volume I pag 69).

Non sappiamo quanto la signora Merkel conosca la storia dei rapporti italo-greco-turchi del Novecento, ma per i suoi peggiori incubi vorremmo informarla che quella che doveva risolversi in una occupazione di pochi mesi, per barattare il Dodecaneso con la pacificazione in Libia, si trasformò per l’Italia in un protettorato che durò circa trenta anni, dal 1912 al 1943. Se l’intendimento della Cancelliera tedesca era quello di barattare la “dura lezione impartita alla Grecia” con una pronta stabilizzazione dell’area Euro e un rientro ordinato dal deficit annuo dei paesi più esposti sul fronte dell’indebitamento, è bene che la Merkel si predisponga ad una lunga attesa anche perché  i problemi del riequilibrio economico dei paesi europei sono ben più complessi del solo deficit statale greco. Agire brutalmente nei confronti della Grecia come si è fatto tra il 2011 e il 2012 è stato per il resto dell’area Euro come agitare violentemente una bottiglia di Coca Cola e aprirne il tappo indossando un vestito di gabardine bianco: si rischia seriamente di dover gettare l’abito nei rifiuti senza nemmeno mandarlo in lavanderia a causa delle macchie.

Leggi tutto
 
Lettera Anesti maggio 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-05-10

 

Lord Palmerston, a più riprese nell’Ottocento Ministro degli Esteri inglese e Premier dal 1855, era detestato dalla Regina Vittoria, forse perché scoperto mentre aveva cercato di dare l’assalto ad una dama di compagnia della regina intrufolandosi furtivamente nella camera da letto della fanciulla mentre una sera egli era ospite dei regnanti nel castello di Windsor ( “Queen Victoria objected to Palmerston's sexual behaviour. On one occasion he had attempted to seduce one of Victoria's ladies in waiting. Palmerston entered Lady Dacre's bedroom while staying as Victoria's guest at Windsor Castle. Only Lord Melbourne's intervention saved Palmerston from being removed from office”) . Fautore di una politica estera molto spregiudicata, finalizzata a rendere il potere dell’Inghilterra sempre più esteso a qualunque costo, spesso si era trovato a sostenere più o meno clandestinamente gruppi e correnti politiche estere che nei rispettivi paesi agivano in chiave filo-repubblicana destabilizzante contro le monarchie là al potere, al punto che la Regina Vittoria, che con molte di quelle case regnanti europee era imparentata, così scrisse nel suo diario a proposito di Palmerston "We had, God knows! terrible trouble with him about Foreign Affairs. Still, as Prime Minister he managed affairs at home well, and behaved to me well. But I never liked him" (Ci ha fatto passare, lo sa Iddio, momenti terribili sulle questioni di politica estera. Nondimeno come Primo Ministro sulle questioni interne ha operato bene. Ma a me non è mai piaciuto) .

Leggi tutto
 
Lettera Anesti aprile 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-04-05

 Χριστοζ Ανεστη                                                          Buona Pasqua                                                    

Conosci te stesso: Γνῶθι σαυτόν, gnôthi sautón. Questa iscrizione che campeggiava sul tempio di Apollo a Delfi  sede dell’omonimo oracolo,  fu oggetto di ampia riflessione da parte di molti filosofi dell’antichità e fra questi in particolare di Aristotele e Socrate. Fu poi ripresa nel Medio Evo da San Tommaso da Aquino e più recentemente, nel Novecento, è stata rielaborata dal teologo cattolico ed economista canadese Bernard Lonergan. L’esortazione, sempre attuale, non vuol significare solo –come scrive lo storico della filosofia Giovanni Reale- un invito all’uomo a riconoscere la propria limitatezza e finitezza, ma è anche un ammonimento alla necessità di ricerca della verità. Afferma a questo proposito Lonergan “il progresso umano presente e futuro, in specie oggi quello scientifico tecnologico, quello economico e quello pedagogico, dovrà essere guidato da persone umanamente autentiche e democraticamente controllate dalla Cosmopolis, oppure esso rischierà di produrre il collasso della civiltà umana” (cfr “Il teologo e l’economia. L’orizzonte economico di B. Lonergan” Armando Editore) .

Leggi tutto
 
Lettera Anesti marzo 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

2012-03-12

 

Come sarà O Chronos Pou Metraei http://www.youtube.com/watch?v=txHJjY7KHWw ovvero: come sarà L’anno che verrà http://www.youtube.com/watch?v=zScwHWMp2Rc ? Predire con assoluta certezza il futuro anche solo limitando l’orizzonte ai prossimi 12 mesi è, come noto, molto difficile se non impossibile, ma da un punto di vista probabilistico potremmo azzardare che  sarà forse l’anno in cui prenderà forma un primo abbozzo di politica volta a riportare l’Unione Europa nei prossimi anni in linea con le altre grandi aree continentali –Asia in testa- rispetto alle quali essa ha perso nei lustri trascorsi  in competitività.  L’Europa in cui abbiamo vissuto sino al 2011 è simile alla concezione dell’uomo che prevaleva nella civiltà ellenistica prima di Socrate e Platone.  In Omero infatti l’uomo non era concepito come una unità ma come una pluralità di membra diverse al punto che nel vocabolario omerico non esiste la parola corpo bensì μέλεα (appunto membra) e, per analogia, come scrive lo storico della filosofia Giovanni Reale (Platone:Fedone,  XIX ed 2001), “anche psychè, thumos e nόos non erano affatto pensate come parti di un’anima e di uno spirito ma come organi e funzioni diverse e separate”.  Socrate e poi dopo di lui Platone introdurrà il concetto e la consapevolezza che l’anima è l’io intelligente e morale dell’uomo e non può pertanto non avere che carattere unitario.

Calando banalmente queste considerazioni filosofiche nella realtà odierna e senza pretendere che la maggioranza dei governanti europei siano dei socratici, ma per semplice similitudine, potremmo dire che
Leggi tutto
 
Pagina 1 di 7
Ti interessa la rubrica che stai visualizzando ora?
feed-image Sottoscrivi il feed
Ulti Clocks content
Petizioni Grecia
ITALIA150
ItaliaUnita150
150° UNITA': FINE CELEBRAZIONI
Benigni - Esegesi dell'Inno di Mameli
Benigni canta l'Inno di Mameli
150 anni di diritti
J.F. Kennedy - Discorso per i 100 anni dell'Unita d'Italia
150 anni: voglia di Unità, ma perché ? e su ché ?
Lettere di condannati a morte della Resistenza
Consigli Solidali