06 | 09 | 2010
Chiara velodice
non è vero, ma ci credo PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Velodice Francamente   

FRANCAMENTE

di Chiara Velodice Francamente

 

Il concetto va espresso subito e con chiarezza: questo articolo non è basato su documenti, ma è la ricostruzione e la messa in fila di alcuni avvenimenti. L’accostamento dei fatti ha un senso logico; per quanto riguarda la veridicità saranno, invece, gli eventi futuri a decretarla. Proprio come avverrà per le dichiarazioni che sta rilasciando Massimo Ciancimino nelle varie udienze al tribunale di Palermo: se e quanto c’è di vero in quelle parole lo si potrà capire e valutare solo in futuro. Dice un famoso detto popolare che “non si dice cosa se non c’è qualcosa”. E che ci sia qualcosa di poco chiaro nella genesi di Forza Italia lo si è sempre detto da tante parti anche se mai provato in molti ambienti.
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GIU’ LE MANI DAI DODICI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Velodice Francamente   

FRANCAMENTE

di Chiara Velodice Francamente

 

La Costituzione parla chiaro. L’articolo 3 stabilisce il principio di tutti i cittadini davanti alla legge. L’articolo 3 fa parte dei primi 12 articoli della Carta, quelli FONDAMENTALI NON REVISIONABILI. Ne consegue che se i primi dodici articoli non possono essere toccati in alcun modo, altrimenti crollerebbe tutta l’impalcatura democratica della Repubblica italiana, non esistono strumenti per modificarli. Neanche una legge costituzionale può influire su quei dodici articoli.
La polemica innescata sul fatto che la Corte costituzionale ha motivato l’illegittimità del lodo Alfano con lo strumento utilizzato, cioè una legge ordinaria anziché costituzionale, è del tutto pretestuosa e serve solo a confondere le idee ai cittadini. Ed è bene spiegare meglio.
In pratica, la Consulta ha detto: in linea di principio quando si va ad operare sulla Costituzione, essendo le quattro cariche più alte dello Stato previste per Costituzione, si deve utilizzare lo strumento previsto dalla stessa Costituzione per la sua revisione, quindi una legge costituzionale come prevede l’articolo 138.
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I quattro piccioni con una fava del piano casa PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Velodice Francamente   

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Come rilanciare l’economia con la chiusura di un terrazzino o la realizzazione di una mansarda in più. L’ultima trovata del Cavaliere è davvero geniale. Geniale, a dir poco. Sì, perché il nostro istrionico presidente del Consiglio ha capito molto bene – e non adesso, ma lo ha sempre capito – quanto sono sensibili gli italiani al proprio interesse personale. E così dopo le leggi ad personam, ecco delle belle concessioni edilizie ad personam per ogni cittadino. Chi potrebbe resistere a questa tentazione? Pochi, nessuno. Resiste solo chi questo spazio, peccato per lui, non lo dispone. È il caso di chi abita in un palazzo senza balconi. Ma, insomma, alla fin fine non sono mica tanti gli italiani che vivono nei loculi. Eppoi, magari c’è sempre la casa di un genitore o di un parente alla quale questa modifica si potrebbe apportare.
Contrastare una simile iniziativa significa schierarsi dalla parte dei Signor No e rendersi impopolari. Consentirla significa dare atto alla bella idea del Cavaliere e dunque se gli si dà atto, dove sta l’opposizione? Il piano casa che verrà discusso venerdì nel Consiglio dei Ministri è la classica fava che fa prendere due piccioni: aumenta il consenso popolare e relega in un angolo  l’opposizione che non può contrastare questa iniziativa senza inimicarsi i beneficiari. Hai voglia a dire che prima deve venire la casa per i più poveri, la ristrutturazione delle scuole e degli ospedali, che c’è un rischio cementificazione con tanti eco-mostri, che assisteremo agli ennesimi attacchi al già martoriato paesaggio e territorio. Chi più ne ha, più ne metta: niente di tutto ciò riuscirà a fermare l’interesse personalistico degli italiani.

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Veltroni, grazie PDF Stampa E-mail
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Veltroni, grazie - GRAZIE

È bastato un saluto da parte del segretario del Partito Democratico per registrare venti nuovi iscritti. Un saluto. Una sola frase pronunciata a favore di uno dei padri storici dell’Europa nella piazza di Latina, di quella Latina nei ‘secoli fedele’ per incoraggiare nel termine di due ore molti  cittadini ad aderire alla costituenda associazione (una di quelle della cosiddetta società civile) che ha già strizzato l’occhio alla linea politica del senatore Enrico Morando. E così il circolo “Altiero Spinelli” della rete di associazioni LibertàEguale nasce con un battesimo di tutto rispetto; parte nel migliore dei modi.

Walter Veltroni ha inneggiato all’autore del Manifesto di Ventotene che elaborò nel 1941 assieme a Ernesto Rossi e con la collaborazione di Eugenio Colorni e della sua futura moglie Ursula Hirschmann, nel momento più delicato dell’incontro con gli elettori della provincia pontina: mentre un gruppo di facinorosi di estrema destra tentava azioni di disturbo contro il comizio, cioè uno dei momenti di maggiore espressione democratica.

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Il colle, una mossa da Fini PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Velodice Francamente   

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di Chiara Velodice Francamente

 

Si potrebbe invocare la Nemesi o la legge del contrappasso. Se invece non vogliamo disturbare la dea greca della giustizia distributiva di punizioni all’autore di un misfatto o se non vogliamo disturbare neanche il divin Dante, si potrebbe citare il proverbio più terra terra “chi la fa, l’aspetti”. Così dopo aver biasimato il Partito Democratico per le sue divisioni interne, dopo averlo deriso, condannato e accusato di non avere una radice comune, dopo aver sentenziato che laici e cattolici mai avrebbero potuto convivere e diventare una forza politica che avesse credito fra la popolazione, ecco che tutti questi aspetti si sono rovesciati addosso al prossimo neonato Pdl dove ancora non è chiaro neanche se la P sta per Popolo o Partito.

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Post elezioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

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Post elezioni - FRATELLI D’ITALIA

Stringiamoci a coorte. Così recita l’inno di Mameli, rispolverato da Walter Veltroni nei suoi comizi pre-elettorali. Quella frase dovrà spronarci, spingerci a reagire. La sconfitta alle ultime politiche è stata netta. L’elettorato di sinistra è troppo abituato all’onestà per raccontarsi bugie. Abbiamo perso.
 
Le sconfitte servono però a spronare i vinti, a dare loro la carica. La reazione immediata del fare le valigie e fuggire è accettabile solo come primo istinto, come modo di sfogare la rabbia e la delusione. Non si può pensare veramente di abbandonare un paese in mano a una classe politica incapace (come dimostrano dati alla mano) di far crescere l’economia del paese. Nel quinquennio berlusconiano, il Pil fu solo di uno zero virgola qualcosa: praticamente nulla. La sconfitta deve servire a riflettere.

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Legge Elettorale PDF Stampa E-mail
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Legge elettorale - VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTÙ

 

Scopiazzare è sempre stato il vecchio vizio degli italiani. Passano i secoli, si susseguono generazioni e generazioni, ma dallo scopiazzamento non si guarisce.

Prima ancora che l’Italia diventasse unitaria era già in voga l’arte del “copia e incolla” dai paesi limitrofi. Lo Statuto Albertino, la prima importantissima Carta concessa da Carlo Alberto al Regno di Sardegna, fu un insieme di norme riprese pari pari dalla Carta di Cadice del 1812 (cioè la Costituzione spagnola), dalla Costituzione francese del 1830 e da quella belga del 1831. Siccome i tempi per redigere il documento da concedere ai cittadini erano brevissimi per il timore di eventi rivoluzionari, lo Statuto Albertino fu il frutto di una decisione politica urgente e non certo quello di una lunga riflessione culturale. Da quelle tre Carte straniere furono copiate le formule e alcuni articoli, mentre minore attenzione fu riservata ai contenuti.

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