06 | 09 | 2010
PRIMARIE: CHI VOTARE, BERSANI, FRANCESCHINI O MARINO ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Alla vigilia dalle primarie del PD, a parte le proprie giuste aspettative e speranze nella vittoria di questo o quel candidato, NON ABBIAMO alcuna certezza e dalle urne potrebbe uscire qualunque risultato.

I tre candidati sono in assoluto persone serie, credibili, affidabili, impegnate, ma hanno alle spalle storie e percorsi diversi e, sinteticamente, potremmo definirli così


BERSANI: IL FUTURO …PASSATO

FRANCESCHINI: CONTINUITA’ NELLA NORMALITA’

MARINO: L’INCOGNITA DI UN VERO RINNOVAMENTO

Tutti e tre presentano nei loro programmi parti praticamente identiche, difatti siamo nello stesso partito, ma li dove si discostano possono nascere differenze significative.

 

Bersani, l’indiscusso vincitore dei congressi interni, non ha una visione “aperta” delle primarie, pur sentendo l’esigenza di dare una fisionomia ed una caratterizzazione forte al partito è proiettato verso una concezione “minoritaria” del PD e pone a priori, come scelta strategica, il problema delle alleanze.
E’ sicuramente il più “collaudato” dei tre candidati e il suo successo ai congressi ritengo sia spiegabile non tanto sulla base della adesione al suo programma e ad una vera condivisione di obiettivi da parte dei tesserati del PD, ma alla sicurezza che la sua esperienza induce in un popolo confuso e disorientato dall’inerzia del partito in questi due primi anni di vita.
Bersani porta nel suo bagaglio di supporter persone come Bassolino e Loiero che sicuramente non rappresentano il futuro ed il cui sistema di potere in regioni come la Campania e la Calabria hanno determinato non poco il suo successo.

Franceschini. Anche lui è una persona affidabile e in questi ultimi difficili mesi ha dato, a mio avviso, una buona prova di sè. Sembra che abbia le idee chiare e soprattutto ha una visione maggioritaria del PD che non lo porta però ad escludere le necessarie alleanze, viste in una prospettiva più tattica che strategica. Per lui le primarie, strumento innovativo ma in qualche misura anche preoccupante e da gestire con estrema attenzione, sono un valido mezzo per la costruzione del Partito Nuovo di cui si è tanto parlato. Questo ci piace.

Purtroppo, nonostante le smentite di Bersani e Franceschini, dietro di loro incombe minacciosa l’eterna rivalità di D’Alema e Veltroni.

Marino. Tutti gli riconoscono una grande autorevolezza come chirurgo e scienziato, lo considerano il campione della laicità, laicità vista in alcuni casi più come una colpa che come un valore assoluto della democrazia, ma inesperto e quindi, in qualche misura, un rischio in campo politico: sarà in grado di gestire il partito ? sarà in grado di contrastare il capo del Governo, sarà in grado di contenere Di Pietro ? Sarà ? Sara? Sarà?.

Ebbene si. Marino non è un collaudato leader di partito. Ma il PD è nato per innovare, per cambiare, per coinvolgere i cittadini, per trovare nuove strade ai problemi di sempre, aggravati però dalle gigantesche sfide della globalizzazione. Sono necessari nuovi approcci ai problemi: abbiamo di fronte situazioni che il pianeta non ha mai vissuto.

Come possiamo trovare una persona esperta e che dia qualche garanzia di fronte a questi problemi ?

Il nuovo si affronta con persone nuove, accettando l’alea, il rischio legato alle scelte nuove.

Un conosciuto adagio recita “chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia e non quel che trova”.
Lo si è sempre saputo, ma il mondo è sempre andato avanti.

Marino è l’unica garanzia di innovazione, è l’unica risposta alle vere aspettative dei cittadini che, andando a votare in quasi 4 milioni nel 2007, hanno dimostrato di credere nel Partito Nuovo, di volere il PD come garanzia di un cambiamento vero, serio, di un grande rinnovamento della politica.

Marino è il più adatto a parlare di rinascimento morale, civile e culturale dell'Italia come condizione di una rinascita economica.

Maurizio Colace

 
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