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2012-02-01 PARLAMENTARI E GIOVANI I parlamentari "ritoccano" il livello delle loro indennità, mentre i giovani toccano il livello più drammatico di disoccupazione. Questo accostamento è insopportabile. per evitare che si trasformi in antipolitica, occorrono segnali forti di responsabilità. ome passare dagli irritanti "ritocchi autoreferenziali" dei parlamentari, ad un "premio di produzione". ioè legando metà della loro retribuzione al miglioramento di una batteria di10-15 "indicatori di coesione sociale".
Per esempio, recupero dell'evasione fiscale, tasso di disoccupazione, indipendenza dell'informazione pubblica, dispersione scolastica, dissesti idro-geologici, beni sequestrati alla criminalità organizzata, durata media dei processi, affollamento nelle carceri ed altri da definire insieme a rappresentanti di parti sociali. Massimo Marnetto - Libertà e Giustizia di Roma
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2012-02-01 La politica, il male minore e il bene maggiore (dal blog di Ernesto Maria Ruffini - www.ernestoruffini.it)
Dovremmo serenamente smettere di gioire dell’ovvio, di meravigliarci con gratitudine e ammirazione dell’onestà, della lealtà, della correttezza di alcune scelte che la classe politica rivendica orgogliosamente.
Ci sono scelte e azioni che dovrebbero rappresentare solo esempi di buona educazione personale e civica, senza essere rivendicati come esempi di buona politica.
Un vecchio libro di qualche anno fa era condensato perfettamente nel suo titolo “tutto quello che so l’ho imparato all’asilo”. Ed è proprio così. Non litigare con i compagni, parlare uno per volta, rispettare la maestra, aiutare quelli che sono in difficoltà, saper stare in fila, non alzare la voce, non sporcare i posti che frequentiamo, non rubare i giochi o la merenda degli altri bambini, sapere accettare anche le sconfitte . |
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Lettera Anesti gennaio 2012 |
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2012-01-20 
Il regista Alfred Hitchcock nato in Inghilterra da famiglia cattolica inglese e poi trasferitosi in America, è rimasto famoso, oltre che per i suoi film pieni di suspence, almeno per altri tre motivi il primo dei quali dovuto ai così detti “camei” ossia apparizioni fugaci in brevissime immagini del film in cui Hitckcock in prima persona fà da comparsa silenziosa, il secondo per la sua allergia alle uova, il terzo per i MacGuffin. Il MacGuffin (Cfr D. Carratelli "Omaggio ad Alfred Hitchkock ,maestro del brivido") è un episodio che ad un certo punto del film sembra avere un'importanza cruciale e attorno al quale si svolge per qualche tempo l'azione ma che nel corso successivo della pellicola si rivela avulso dalla trama e non funzionale ad essa. Al riguardo (Wikipedia) si legge che “l'esempio per eccellenza di un MacGuffin è la busta con i 40.000 dollari nel capolavoro di Hitchcock Psyco: il film parte con una ragazza che ruba dei soldi e li porta via con sé fuggendo dalla città nascondendoli in una busta da lettere che viene ripetutamente ed insistentemente inquadrata come fosse il fulcro della storia; più avanti, però, la trama prende una piega del tutto diversa e la busta esce di scena, per cui alla fine lo spettatore capisce che i soldi non erano altro che un espediente per mettere in moto la vera storia e movimentarla”. Nel libro-intervista Il cinema secondo Hitchcock, di François Truffaut, il regista spiega cosa sia il MacGuffin con questo esempio: «Si può immaginare una conversazione tra due uomini su un treno. L'uno dice all'altro "Che cos'è quel pacco che ha messo sul portabagagli?" L'altro "Ah quello, è un MacGuffin". Allora il primo "Che cos'è un MacGuffin?" L'altro "È un marchingegno che serve per prendere i leoni sulle montagne della Scozia". Il primo "Ma non ci sono leoni sulle montagne della Scozia". Quindi l'altro conclude "Bene, quindi non è un MacGuffin!". Come vedi, un MacGuffin non è niente». In questi ultimi anni chi scrive è stato spesso indotto a sospettare che la crisi dei subprime e quella dell’Euro fossero dei MacGuffin a ragione del fatto che, come i MacGuffin, sono serviti a distogliere l’attenzione della opinione pubblica dalle vere cause delle vicende economiche che si ci hanno avviluppati dal 2007 in poi.
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2012-01-02
Volevo protestare per gli insulti che Bossi ha rivolto al Presidente Napolitano. Ma poi ha prevalso la pena per un uomo sempre meno lucido, incontinente e in avanzato declino.
Di fronte a questo malinconico crepuscolo politico. vi invio le mie condoglianze. Massimo Marnetto Libertà e Giustizia di Roma |
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Governo Monti e riforma della politica |
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2011-11-21 L'IMPOLITICO di Lanfranco Scalvenzi
Si è detto che il governo Monti non è un governo politico con una esclusiva caratura tecnica, perchè è sostenuto da una maggioranza parlamentare controllata dai partiti. Una maggioranza larghissima che rifiuta di chiamarsi tale e che converge su un punto: salvare l'Italia dal default e attraverso questa via, rafforzare l'area euro o, meglio l'Europa. E' significativo infatti che, dopo la sua nomina, Monti è stato invitato ad un vertice con la Merkel e Sarkozy e lo stesso Sarkozy ha dichiarato che “mai più senza l'Italia”. L'Italia infatti è Paese fondatore dell'Europa ed è la seconda potenza industriale nell'area euro. Se bisogna rilanciare l'Europa come soggetto istituzionale e politico in grado di governare l'area euro, l'Italia di Monti è indispensabile. Il governo Monti quindi è un tutt'uno che tratta con i partiti della maggioranza che lo sostiene, a geometria variabile a seconda dei provvedimenti. E' stato detto che la democrazia è stata messa in mora. Bisogna specificare che è stata messa in mora invece la cosiddetta costituzione materiale che si era affermata in questi ultimi 17 anni di seconda repubblica, secondo la quale il presidente del consiglio, quindi il governo, veniva eletto direttamente dal popolo, perchè il nome del presidente designato era inserito nel simbolo dell'alleanza berlusconiana. |
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Cicchitto e il nuovo Governo |
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2011-11-15
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2011-11-15
E' questa la complicata formula che tutti i partiti stanno cercando per far nascere il governo, ma senza pagare la perdita di consenso, che temono di subire per le dure scelte che Monti dovrà adottare .
Il dubbio delle forze politiche, infatti, è se noi italiani abbiamo abbastanza consapevolezza della crisi per accettare i sacrifici necessari per uscirne (ICI, pensioni, ecc.), senza poi vendicarci su di loro alle prossime elezioni.
E se abbiamo abbastanza senso del "bene comune" per fare un gioco di squadra basato su impegno e lealtà, dopo un doppio ventennio (Craxi + Berlusconi) che ha esaltato furbizia e disprezzo delle regole. Massimo Marnetto
Passare dalla richiesta di favori per pochi a soluzioni eque per tutti è la grande occasione di crescita civile di noi elettori. Se cambiamo noi, cambia la politica. E finalmente l'Italia. L'amico Massimo ha ragione: i partiti sono impegnati a capire come possano ricavare vantaggi senza essere penalizzati dalla situazione che stiamo vivendo. Il punto è se conviene loro sostenere il governo che sta per nascere e fino a che punto. Se si devono posizionare vicini o lontani. Intanto la nave Italia sbanda e rischia di arenarsi, se non di affondare. Non hanno ancora capito che il Governo Monti farebbe quel lavoro "sporco" ma indispensabile che loro non sono stati capaci di fare perchè sono politici attacati alla poltrona e non STATISTI. In mezzo a questa situazione ci sembra che almeno una luce si veda e lo vogliamo dire pubblicamente: GRAZIE BERSANI. ANDANDO SUBITO ALLE ELEZIONI AVRESTI POTUTO VINCERLE. MA AVRESTI GOVERNATO SULLE MACERIE DELL'ITALIA. LA TUA E' UNA POSIZIONE DA STATISTA. TANTI CITTADINI SE NE STANNO ACCCORGENDO. E SE NE RICORDERANNO.
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