10 | 03 | 2010
Lettera Anesti marzo 2010 PDF Stampa E-mail
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“Vae Victis”: guai ai vinti è la frase, attribuita al condottiero dei Galli Senoni, Brenno, quando nel 390 A.C. dopo aver sconfitto le truppe romane invase la città e la saccheggiò. E’ un motto che ben si attaglia all’attuale terremoto economico che ha investito la Grecia e al mini tsunami che esso sta provocando sulle sponde non solo dell’Egeo ma dell’oceano finanziario internazionale.
Nel museo etrusco di Villa Giulia a Roma – nel cui ninfeo ogni anno si celebra il rito del Premio letterario Strega-  si conserva (restituito all’Italia dal museo Getty di Malibu, California) un frammento della Kylix ossia della coppa da vino in ceramica realizzata del grande vasaio e ceramista greco Euphronios che, vissuto attorno al 500 A.C., assieme ad un suo allievo –Onesimos- decorò la coppa  che rappresentava l’irruzione dei greci nella reggia del re Priamo a Troia dopo la caduta della città. Nell’immagine si vede l’uccisione di Priamo ad opera del figlio di Achille, Neottolemo, sotto gli occhi atterriti della figlia di Priamo Polissena. Il seguito della storia è narrato da Euripide nella tragedia Ecuba.

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comizio elettorale PDF Stampa E-mail
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non è vero, ma ci credo PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Velodice Francamente   

FRANCAMENTE

di Chiara Velodice Francamente

 

Il concetto va espresso subito e con chiarezza: questo articolo non è basato su documenti, ma è la ricostruzione e la messa in fila di alcuni avvenimenti. L’accostamento dei fatti ha un senso logico; per quanto riguarda la veridicità saranno, invece, gli eventi futuri a decretarla. Proprio come avverrà per le dichiarazioni che sta rilasciando Massimo Ciancimino nelle varie udienze al tribunale di Palermo: se e quanto c’è di vero in quelle parole lo si potrà capire e valutare solo in futuro. Dice un famoso detto popolare che “non si dice cosa se non c’è qualcosa”. E che ci sia qualcosa di poco chiaro nella genesi di Forza Italia lo si è sempre detto da tante parti anche se mai provato in molti ambienti.
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Brunetta contro la Repubblica fondata sul lavoro PDF Stampa E-mail
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Caro Brunetta, ecco cosa significa l'art. 1 della Costituzione

Dice Brunetta «Stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla».

Dispiace che un Ministro della Repubblica, ma prima ancora un nostro concittadino, non sia riuscito a comprendere il significato e l’importanza dell’art. 1 della Costituzione.
Proviamo ad aiutarlo, allora, magari con le parole dei nostri Padri costituenti.
L’inizio della Costituzione rappresenta il nostro biglietto da visita: l’Italia sarebbe stata una Repubblica e non più una monarchia, una democrazia e non più una dittatura. Chiaro, no? «Vuol dire semplicemente … che se domani l’Assemblea nazionale nella sua maggioranza, magari nella sua unanimità, abolisse la forma repubblicana, la Costituzione, non sarebbe semplicemente modificata, ma sarebbe distrutta» (Calamandrei).
Non solo una Repubblica democratica, ma una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Lavoro da contrapporre al privilegio e al disinteresse alla costruzione del bene comune. Il lavoro inteso in tutte le sue forme, non solo «nelle sue forme materiali, ma anche in quelle spirituali e morali che contribuiscono allo sviluppo della società» (Ruini).

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perchè mi odiano ? PDF Stampa E-mail
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L'aggressione al Presidente Berlusconi è stato un gesto grave, inaccettabile e da condannarsi con la massima fermezza. Il fatto ha sollevato polemiche, inasprito il dibattito politico, scatenata la ricerca sui mandanti ideologici, alimentato contrapposizioni bene/male, amore/odio.Il presidente si sarebbe chiesto "perchè mi odiano ?"
Qui a seguire la spiegazione di tale "non amore" di un semplice cittadino.
 
Lettera di un cittadino qualunque a Silvio Berlusconi.

Signor Presidente,

Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori: "perchè mi odiano?"

Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
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PRIMARIE: VAI A VOTARE PDF Stampa E-mail
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COME SI VOTA

 

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LANFRANCO SCALVENZI: VOTO MARINO PDF Stampa E-mail
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Il 25 ottobre andrò anch'io a votare alle primarie del PD e voterò per Ignazio Marino perchè dei tre candidati è il più innovativo.
Non è un politico di professione, ma sa fare politica.
Non si appoggia ad apparati che gli promettano fedeltà imperitura per garantirsi un potere personale e già con la sua presenza è simbolo di una possibile rivoluzione nel rapporto tra politica e società.
E' il candidato che meglio impersona il segnale di novità per la politica italiana che doveva essere rappresentato dal PD nel momento della sua fondazione.
E' il più autonomo dai poteri esterni al partito, infatti non è stato appoggiato nella campagna congressuale da giornali o da altri media.
E' dichiaratamente e conseguentemente laico e indica ai cittadini italiani la strada di una riappropriazione dei diritti di cittadinanza e della responsabilità personale, di una valorizzazione del merito nella vita quotidiana accanto ad una rinnovata attenzione per il tema della solidarietà, per promuovere una rinascita nazionale, superando il periodo buio e senza speranza del berlusconismo.
Invito tutti coloro che ricevono questo messaggio ad andare a votare nei seggi predisposti in ogni comune ed a votare per Ignazio Marino.
 
Lanfranco Scalvenzi
 
 
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